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comunicato stampa

Ausl Romagna: attivate le Centrali Operative Territoriali (COT) a Santa Sofia, Cesena, Cesenatico, Savignano sul Rubicone e Faenza

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Ancora più integrazione tra professionisti e maggiore prossimità, per garantire al cittadino una presa in carico tempestiva e globale.  E’ ciò a cui puntano anche le nuove Centrali Operative Territoriali (COT) di Santa Sofia, Cesena, Cesenatico, Savignano sul Rubicone e Faenza, in funzione da lunedì 27 maggio.

Il modello organizzativo delle COT (undici quelle pianificate dall’ AUSL della Romagna, di norma una per Distretto, ad eccezione di alcuni distretti che in relazione al contesto oro-geografico ne avranno un numero superiore, come nel caso di Rimini) trova le sue radici all’interno del Decreto Ministeriale 77 (che illustra il potenziamento dell’assistenza territoriale) e rappresenta la chiave per l’integrazione interna tra la filiera dei servizi e i professionisti coinvolti nei diversi luoghi e livelli di cura, assicurando continuità, accessibilità e complementarietà dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria.
La COT garantisce al cittadino una visione completa del suo stato di salute, così da permettere ai singoli professionisti coinvolti nei diversi gradi di cura di interagire e decidere gli interventi più appropriati: questo consente decisioni tempestive nel rispetto dell’appropriatezza delle risorse impiegate, oltre ad aumentare la condivisione e l’integrazione con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e in generale con tutti i nodi della rete territoriale e ospedaliera. In altri termini, la COT è una vera e propria “regia”, che si prende cura dei diversi bisogni del paziente, organizzando le risposte più appropriate. Il sanitario o l’assistente sociale che per primo viene a contatto col cittadino, e identifica un nuovo bisogno di salute (anche temporaneo,) attiva la COT che mette in rete le risorse per individuare la miglior soluzione. Va detto inoltre che la COT diventerà una delle principali interfacce con il Servizio 116117, attualmente in fase di progettazione operativa.

La COT di Santa Sofia (Forlì)

La COT del Distretto di Santa Sofia è situata in via Valbonesi 1, al primo piano dell’Ospedale Nefetti di Santa Sofia, dove sono stati realizzati, dall’Ufficio Attività Tecniche, gli interventi di manutenzione straordinaria necessari (per un investimento di 250.000 euro, finanziato da fondi PNRR Missione 6 Salute). La COT è operativa dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 14, e vi svolgono servizio professionisti adeguatamente formati alla risposta telefonica con funzione di triage ed in grado di effettuare valutazioni multidimensionali d’equipe e progettazione degli interventi.
“L’attivazione nei tempi previsti delle COT distrettuali di Santa Sofia, in questo caso la seconda presente nel Distretto di Forlì, è un’ulteriore conferma nei fatti dell’attenzione che riserviamo anche ai territori delle aree interne – sottolinea Francesco Sintoni, Direttore del Distretto di Forlì e Cesena Rubicone – dove può essere meno agevole l’accessibilità dei cittadini ai servizi. Come le Case di Comunità ed i CAU, le COT si inseriscono nell’ambito dello sviluppo della rete dei servizi del territorio per far sì che la prima opzione di cura e di assistenza sia quella in prossimità del domicilio. In sostanza si tratta di una “centrale intelligente”, di un motore delle risorse di un territorio, non solo dei diversi soggetti del settore pubblico, per muoversi nella maniera più coordinata possibile”.

Le COT di Cesena, Cesenatico e Savignano sul Rubicone

La COT del Distretto di Cesena è situata presso la struttura territoriale di Corso Cavour 180, al primo piano della palazzina recentemente ristrutturata.
Nel Distretto del Rubicone sono presenti due COT: la Centrale distrettuale di Cesenatico è collocata al piano terra della Casa della Comunità della Costa in via Abba 102, la Centrale distrettuale di Savignano si trova presso la Casa della Comunità Rubicone in Corso Perticari 119.
Tutte le strutture hanno richiesto interventi di manutenzione straordinaria realizzati dall’Ufficio Attività Tecniche (Cesena costo 253.700 euro, Cesenatico costo 152.500 euro, Savignano costo 152.500 euro, finanziati da fondi PNRR Missione 6 Salute).
Le COT sono operative dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 15 (la COT di Cesena garantirà l’apertura anche il sabato mattina dalle 8 alle 14) e a svolgere il servizio sono professionisti adeguatamente formati alla risposta telefonica con funzione di triage, come pure alle valutazioni multidimensionali d’equipe e alla progettazione degli interventi.
“L’attivazione nei tempi previsti delle COT distrettuali di Cesena, Cesenatico e Savignano sul Rubicone è un’ulteriore conferma del grande investimento dell’AUSL Romagna sul potenziamento dei servizi territoriali – sottolineano Paola Ceccarelli, Direttore del Distretto di Cesena Valle Savio e Francesco Sintoni, Direttore del Distretto Rubicone – con nuove forme di coordinamento tra i professionisti nella presa in carico delle persone e nel raccordo tra servizi nei diversi setting assistenziali. Così come i CAU e le Case di Comunità, le COT si inseriscono nell’ambito dello sviluppo della rete dei servizi del territorio per far sì che la prima opzione di cura e di assistenza sia quella in prossimità del domicilio. In sostanza è una “centrale intelligente”, di motore delle risorse di un territorio, non solo dei diversi soggetti del settore pubblico, per muoversi nella maniera più coordinata possibile”.

La COT di Faenza

La COT del Distretto di Faenza è situata in Largo Portello 1, al primo piano della palazzina 16, presso la sede del Distretto di Faenza, in locali rispettanti i requisiti richiesti con adeguamenti della segnaletica beneficiando di un finanziamento di 5000 euro da fondi PNRR. E' operativa dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 16 e il sabato mattina, dalle 8 alle 14.

L’attivazione della COT
Chi può contattare la Centrale Operativa Territoriale? Non il privato cittadino, ma uno dei soggetti che si stanno occupando della sua assistenza, vale a dire il medico o pediatra, un ospedale o altri nodi della rete sociale e sanitaria. Può essere attivata, infatti, da tutti i professionisti del territorio e dell’ospedale, sia di ambito sanitario che sociale: medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, assistenti sociali, ospedale, Pronto Soccorso, medici di continuità assistenziale, infermieri di Comunità, specialisti, altri professionisti sanitari della rete.I destinatari della sua attività sono i cittadini cosiddetti “fragili”, persone prevalentemente anziane, o con disabilità o malattie invalidanti, che nella maggior parte dei casi presentano un quadro composto da più patologie e dunque richiedono di prendersi cura di loro a 360 gradi. L’obiettivo è di mantenere il più possibile la persona dentro al proprio contesto di vita e alla rete relazionale.
Ad esempio, il medico di medicina generale può aver bisogno, per un suo paziente, di attivare un percorso in Ospedale di Comunità o l’assistenza di infermiere e OSS domiciliare; oppure, per un cittadino che rientra dall’ospedale dopo una fase acuta della sua patologia, è necessario organizzare al meglio il ritorno a casa con un letto, una carrozzina e la visita dell’assistenza domiciliare e dell’OSS: in questo ultimo caso a contattare la COT può anche essere lo stesso reparto ospedaliero. Può esservi invece un paziente anziano che, dopo incontro col servizio sociale, va collocato in una struttura residenziale perché la rete famigliare non è più in grado di provvedere a tutti i suoi bisogni e quindi in questo caso si attiva un percorso di valutazione. Ancora, un paziente purtroppo allo stadio terminale della malattia, che necessita di un percorso di sollievo dalla sofferenza, tramite l’attivazione dell’équipe di Cure palliative domiciliare e il sostegno del volontariato dedicato per lui e i suoi caregiver.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-05-2024 alle 11:53 sul giornale del 29 maggio 2024 - 62 letture






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