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comunicato stampa

Cento anni per la cesenate Rosa Valzania: la vera forza è stata l’unione familiare

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Tutta la famiglia intorno a lei pronta a condividere cento lunghi anni di vita, pagine di storia legate a Cesena e all’entroterra romagnolo, e aneddoti che mettono in dialogo diverse generazioni. Grande festa questa mattina a casa Valzania, a Case Missiroli, dove la signora Rosa ha raggiunto l’ambito traguardo dei cento anni.

Per questa felice occasione il figlio Guido Buratti, con l’immancabile complicità della moglie Gloria, ha organizzato una festa in grande stile a cui hanno preso parte anche il Sindaco Enzo Lattuca, don Stefano Pasolini, il fratello Guerrino, di 84 anni, e tutti i familiari a lei più cari.

“Alla signora Rosa – commenta il Sindaco Enzo Lattuca – rivolgiamo i nostri più sinceri auguri. È bello entrare, anche solo per poco, all’interno di una famiglia condividendo con tutti i componenti la gioia di un momento di festa. Cento anni sono tanti ma anche ricchi di ricordi, aneddoti, pezzi di vita che riguardano tutti i membri della famiglia. I racconti accorati condivisi da Guido e Gloria ci restituiscono il profilo di una concittadina forte, determinata, che ha sempre concretizzato i suoi progetti. Dopo le difficoltà del secondo conflitto mondiale moltissime famiglie cesenati sono ripartite da zero, dal lavoro della terra, e grazie alla forza di una comunità che, coesa, ha garantito la ripartenza della nostra bella città. E’ anche questa la storia della famiglia Valzania che oggi, a distanza di tanti anni, e grazie alla costante presenza di nonna Rosa, trae la forza sempre dagli affetti”.

Nata il 5 aprile 1924 a Sala di Cesenatico da Malvina Venturini ed Eugenio Valzania, cavaliere Di Vittorio Veneto (Bersagliere), quarta di sette fratelli, nel 1926 Rosa si trasferì con la famiglia a Montiano nel podere Carli di Rimini. Con i genitori e i fratelli si dedicò al lavoro dei campi, inoltre alla sera con le sorelle e la mamma filava e tesseva la tela per i loro corredi di cui ancora oggi ne è orgogliosa. Nel 1950, superati i 26 anni, si sposò con Vittorio Buratti, reduce della campagna di Russia, trasferendosi a Monteleone. “Quelli – racconta la neocentenaria – furono anni difficili: era il tempo della ricostruzione, non solo del paese ma anche della casa di famiglia. Anche le condizioni del lavoro erano precarie. Ma tutto era alleggerito da papà Eugenio che mi confortava: ‘tutto sommato – diceva – riuscire a mangiare anche solo un pezzo di pane è già un ottimo risultato”.

Dal matrimonio sono nati due figli maschi: Bruno, colpito da bambino da una grave malattia che lo ha reso disabile, e Guido, nato otto anni più tardi. Sempre in quegli anni l’intera famiglia si trasferì in pianura, dove la terra era più fertile. “La nostra mamma – racconta il figlio Guido – si è sempre adoperata per il bilancio familiare allevando conigli, polli, pecore, agnelli, capre, capretti. Produceva il formaggio per poi venderlo lavorando fino alle 2 di notte, ogni giorno. È stata una donna instancabile, determinata e coraggiosa. Negli anni settanta ha lavorato per una decina di anni alla cooperativa agricola Capor, a Case Missiroli. All’età di 60 anni ha preso la patente A per poter guidare l’Ape. Una donna indipendente a cui saremo sempre grati”.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2024 alle 13:22 sul giornale del 06 aprile 2024 - 26 letture

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