Riccione: tre casi di violenza sulle donne. Denunciato anche un uomo di Cesena

Violenza sulle donne 5' di lettura 29/06/2014 - Tre uomini sono stati denunciati dai Carabinieri di Riccione, per casi di violenza nei confronti delle proprie mogli. Si tratta di storie differenti ma che portano sempre allo stesso, deprecabile risultato, donne offese, picchiate, vessate fino a quando, non riuscendo più a resistere alle continue violenze, decidono di denunciarli.

Il primo caso riguarda una donna che, per puro caso, a seguito di un acquisto immobiliare, scopre che il marito ha speso tutti i propri risparmi nel gioco d’azzardo o altre attività a lei sconosciute. Tale scoperta insospettisce la donna che, compiendo un controllo più approfondito sulla gestione economica del marito, rileva diversi ammanchi e debiti contratti dallo stesso tanto che, improvvisamente, si trova alcuni creditori in casa che le chiedono di saldare il conto. A questo punto la donna chiede delucidazioni al marito il quale reagisce violentemente e da lì, inizia una lunga fase di difficile convivenza con l’uomo durata più di un anno durante la quale quest’ultimo continuamente la insulta o maltratta, anche davanti ai figli minori. Tutto ciò non è sufficiente per la donna per riuscire a trovare il coraggio nel chiudere il rapporto a causa dei problemi finanziari.

Infine, solo dopo l’ennesima violenta lite con percosse, avvenuta il 1 aprile di quest'anno, la donna si decide a chiedere l’intervento dei Carabinieri per poi andare al pronto soccorso per le cure del caso, ottenendo una prognosi di giorni 8 per contusioni al volto. Pertanto A.A., 41enne di Riccione è stato denunciato a piede libero per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

Il secondo caso, invece, vede coinvolta una donna bolognese di 40 anni, vittima dell’eccessiva gelosia e possessività dell’ex convivente, C.Z.S., 41enne di Cesena.
L’uomo, infatti, aveva sempre avuto un carattere possessivo ed autoritario ma, inizialmente, tale atteggiamento veniva interpretato dalla donna come una prova d’amore. Con il passare dei mesi, però, la gelosia ha reso l’uomo sempre più violento tanto da reagire con insulti, percosse e vessazioni varie, anche davanti ai bambini minori, 13 e 11 anni, per semplici sms o normali messaggi scambiati dalla donna con altri uomini nei social network. Infine quest’ultima decideva di troncare la relazione e ciò, almeno inizialmente, calmava l'uomo che per riconquistarla la riempiva di attenzioni. Ma tale atteggiamento, messo davanti alla fermezza della decisione della donna, cambiava repentinamente trasformandosi in atti persecutori e costringendo al donna a modificare tutte le proprie abitudini di vita, come anche una semplice corsa in spiaggia, e a considerarsi al sicuro solo nelle mura domestiche.

L’uomo, infatti, iniziava a contattarla ad ogni ora del giorno e della notte cambiando spesso numero di telefono, così da aggirare l’applicazione blocco in entrata della sua sim sul numero della donna e mandando sms, messaggi con whatsapp, email e altresì pedinandola. In un caso, ad esempio, l’uomo, vedendo una foto su Facebook che ritraeva la donna a casa di alcuni amici nelle Marche, ha contattato immediatamente uno di questi . La situazione si era fatta talmente tesa che la donna, temendo che potesse raggiungerli e temendo per la sua incolumità, fu costretta a dire all’ex convivente che avrebbe fatto immediatamente rientro in casa. Almeno in un paio di occasioni l’uomo attendeva la donna la sera quando rientrava in casa per vederla accompagnata da altri uomini e poi offenderla. I Carabinieri, raccolti tutti gli elementi utili, hanno denunciato quindi l’uomo a piede libero per atti persecutori, ottenendo per ora un divieto di avvicinamento da parte della locale Autorità giudiziaria.

L’ultimo caso, infine, vede come vittima una ragazza 26enne di Saludecio che fin dal primo anno di matrimonio si è vista costretta a subire continui maltrattamenti ed a sentirsi insultata ripetutamente, per futili motivi, dal proprio marito, V.L., 43enne di Saludecio.
Inizialmente, infatti, si trattava di singoli episodi dove il marito, adirato per qualsivoglia ragione, la strattonava urlandole a breve distanza parole pesanti per poi buttarla a terra ma la donna giustificava tale atteggiamento colpevolizzando sé stessa pensando di essere troppo gelosa e lavorando sul proprio carattere per essere maggiormente accomodante. Nonostante ciò, con il passare del tempo l’uomo è divenuto sempre più violento fino a quando la donna si è decisa di comunicare, circa un anno fa, al marito la volontà di voler interrompere la relazione. A tale affermazione l’uomo dapprima si è fatto minaccioso, successivamente passando alle vie di fatto, ha colpito con violenza alla testa la giovane moglie chiudendola all'interno della camera da letto e rompendo suppellettili vari e oggetti personali della vittima per poi infine prendere un coltello da cucina e puntarlo alla gola della donna minacciando di ucciderla se non avesse cambiato idea.

In un altro episodio, invece, l’uomo per lo stesso motivo ha preso a calci e pugni la donna per poi spingerla fuori casa in piena notte e richiudere le vie d’accesso all’abitazione ma, dopo aver capito che la donna voleva denunciarlo ai Carabinieri, l’uomo è uscito dall’abitazione urlando, l'ha afferrata per i capelli e l'ha riportata in casa. Dopo tale episodio la donna ha trovato la forza di denunciare il tutto, solo perché, in questa caso, le forze dell'ordine sono state informate dei fatti dai vicini che avevano assistito alla scena. Questo episodio denunciato insieme ai fatti precedentemente, ha permesso ai Carabiniere di raccogliere tutti gli elementi utili e denunciare a piede libero l’uomo per maltrattamenti e lesioni personali.






Questo è un articolo pubblicato il 29-06-2014 alle 09:56 sul giornale del 30 giugno 2014 - 824 letture

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