Storia marinara e musei: San Benedetto e Cesenatico siglano il patto d’amicizia

San Benedetto e Cesenatico siglano il patto d’amicizia1 4' di lettura 06/05/2014 - Con la firma nella mattinata di martedì 6 maggio, al Museo della Civiltà Marinara delle Marche, del protocollo d’intesa che lega il Museo della Marineria di Cesenatico e il Museo del Mare di San Benedetto del Tronto, i sindaci delle due città Giovanni Gaspari e Roberto Buda hanno suggellato un “gemellaggio culturale” che vuole porre l’accento sugli obiettivi e i progetti da condividere dalle rispettive realtà museali, per valorizzarne i patrimoni e la comune storia marinara.

Si è svolto un significativo confronto per valorizzare i patrimoni e una comune storia marinara.

All’incontro, oltre ai rappresentanti delle due Amministrazioni, erano presenti il Comandante della Capitaneria di Porto di San Benedetto Sergio Lo Presti, il vice Prefetto di Ascoli Piceno Marco Tomassini, gli studenti delle scuole sambenedettesi (che questa mattina hanno visitato il Museo e partecipato a laboratori sulla cultura marinara), tantissimi discendenti di famiglie sambenedettesi provenienti dalla cittadina romagnola e rappresentanti della marineria sambenedettese.

Nel suo saluto, l’assessore al turismo e cultura Margherita Sorge ha ricordato le tappe che hanno portato le due Amministrazioni a siglare il gemellaggio: dai rapporti avviati alcuni anni orsono tra i referenti culturali delle due realtà, passando per gli scambi culturali tra delegazioni per arrivare alla visita, nell’aprile del 2011, di circa cento studenti sambenedettesi a Cesenatico.

Il sindaco Buda ha sottolineato l’importanza di questo momento per due realtà affacciate sullo stesso mare. “Cesenatico è nata anche grazie ai sambenedettesi – ha dichiarato Buda – oggi formalizziamo questo rapporto che, sono certo, creerà i presupposti per riattribuire il giusto valore alle comuni tradizioni”. Il sindaco di Cesenatico ha quindi inviato tutti i sambenedettesi a partecipare ad l’iniziativa tradizionale che si tiene a metà luglio sul Porto canale, quando rappresentanti di diverse città che si affacciano sull’Adriatico si sfidano per la conquista del “Palio della Cuccagna”.

“Tra le nostre città c'è un legame di sangue troppo forte perche si possa spezzare – ha dichiarato Gaspari – può capitare che si allenti, ma per fortuna la memoria storica che la città di San Benedetto in questi anni ha coltivato grazie ai nostri storici Liburni, Cavezzi, al compianto Marinangeli e tanti altri, rimane ben viva. Storicamente i sambenedettesi sono fratelli sia di Cesenatico, sia di Viareggio ma oggi, grazie alle attività della Macro Regione Adriatico Ionica che sarà formalizzata il prossimo 24 maggio, le comunità che vivono su questi bacini potranno operare insieme con nuove opportunità di crescita per tutti”.

La mattinata è proseguita con gli interventi di Davide Gnola, direttore del Museo della Marineria di Cesenatico (che ha sottolineato il grande lavoro che ha portato al gemellaggio), di Giuseppe Merlini, archivista del Comune di San Benedetto (che ha ripercorso sinteticamente la storia delle due marinerie dal 1930) e dello storico Gino Troli che, plaudendo al lavoro già svolto, ha suggerito di affidare ad un documentario le testimonianze dell’emigrazione marinara sambenedettese a Cesenatico per consegnare alle nuove generazioni il senso delle loro radici.

Pietro Palestini, nato in Romagna ma di sangue interamente sambenedettese (è figlio di Luigi Palestini e di Francesca Romani, coppia che si è trasferita a Cesenatico nel 1937, pionieri della pesca a motore), ha ricordato la difficoltà dei pescatori sambenedettesi ad integrarsi nella comunità romagnola.

“Con un’accezione negativa – ha spiegato Palestini - ci chiamavano “frangin”, per il modo dialettale che avevamo di pronunciare il nome Francesco. Poi i sambenedettesi si integrarono perché capaci addirittura di stravolgere la cultura della pesca grazie all’uso delle barche a motore e alla costituzione della prima cooperativa “Casa del Pescatore” che aprì ulteriori scenari per tutta la comunità”.

Anche Domenico Nico, decano dei funai sambenedettesi, ha raccontato di aver lavorato la corda pure per i marinai di Cesenatico, ha riconosciuto l'onestà di quest’ultimi che pagavano sempre puntualmente affermando che i marinai di Cesenatico e Milano Marittima hanno imparato a pescare quando da loro arrivarono i sambenedettesi.

La mattinata si è conclusa con l’annuncio dell’assessore Sorge che, durante la Festa della Madonna della Marina 2014, alcune imbarcazioni della sezione galleggiante del Museo di Cesenatico approderanno a San Benedetto.









Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2014 alle 17:39 sul giornale del 07 maggio 2014 - 985 letture

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